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 Oggetto del messaggio: Il mio primo fucile
MessaggioInviato: 07/04/2018, 13:31 
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Come già detto nella mia presentazione, ho acquistato da un amico un bellissimo (almeno per me) Pedersoli Wuttenbergischen cal 0.54, che al momento troneggia inanime sul mio divano perché non ho la possibilità di spararci, primo perché sono a digiuno di ogni pratica di munizionamento (fusione palle, caricamento, maneggiare polvere, ecc ecc), poi perché non ho il porto d'armi (il 17 ho la visita).

Potrei forse nel frattempo convincere il tiro a segno della mia città ad acquistare della polvere, ma comunque non ho fretta di iniziare.

La cosa che mi attrae nel tiro ad avancarica è la componente manuale che rende ogni tiro diverso dall'altro, direi ben meditato, e poi con le palle miniè mi piace la prospettiva di sparare a lunga distanza, anche se in Italia sparare a 1000 yarde non è cosa molto praticata e non molto praticabile.

Al tiro a segno di San Vittorino, vicino Tivoli, si può sparare al massimo fino a 200m, il che comq è già abbastanza impegnativo, considerando che sono un principiante e che dovrò farmi le ossa pian piano ad iniziare dai 50m.

Al momento posseggo una ventina di palle miniè gentilmente donatemi dall'amico che mi ha venduto l'arma, assieme al fondipalle, al trafilatore e tutto quanto necessita per farsele da soli. Avrei pensato di acquistare del piombo presso una fonderia romana, una balla da 25kg a poco più di 3 euro/kg, la composizione è 98% piombo, 2% antimonio. Forse è un pò duretto?

In uno dei vostri video ho visto un bellissimo fornetto/fornace della Lee, penso che quello sarà uno dei miei prossimi acquisti.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il mio primo fucile
MessaggioInviato: 07/04/2018, 14:15 
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andiamo per ordine:
non hai il Porto d'Armi e ci vorrà circa un mese per averlo,
con il PdA dovrai comprarti della polvere da sparo e denunciarne il possesso, (ti conviene cominciare a contattare qualche armeria che la possiede o che te la possa ritirare)
con polvere da sparo, fucile, palle, ed inneschi vai in poligono e ti sbizzarrisci (a 50m e senza pretendere la Luna)

adesso per giocare......... potresti fare dei tiri ridotti in casa
hai il fondipalle dedicato , e ti basta versarci dentro della colla a caldo per avere delle palle in plastica con cui puoi caricare il fucile per tiri ridotti in casa
per non far appiccicare la colla al fondipalle lo dovresti o affumicare con una lampada a petrolio.
per sparare ste palle in plastica ti serve un luminello che monti gli inneschi Fiocchi 616 o CX2000

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"i miseri non amano la verità e la conoscenza che li svegli"
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Ma non possiamo farci niente; questo è il livello culturale del politico americano medio.
Per quanto riguarda il popolo, l’America è veramente una grande nazione se i suoi cittadini riescono a sopportare una tale ignoranza.”
Vladimir Putin
(e noi Italiani copiamo in tutto gli americani)


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 Oggetto del messaggio: Re: Il mio primo fucile
MessaggioInviato: 07/04/2018, 14:38 
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Iscritto il: 11/01/2015, 23:34
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Regione: Toscana
Bel fucile. 1000 yards con un fucile ad avancarica sono un bel traguardo impegnativo, come ti suggerisce Mimmo un luminel di conversione pedersoli è un buon modo economico per cominciare a divertirsi. Per la polvere nera ho dovuto aspettare tre mesi che arrivasse in armeria, comincia a cercarla per tempo


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 Oggetto del messaggio: Re: Il mio primo fucile
MessaggioInviato: 07/04/2018, 20:59 
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Il TSN non procura la Polvere Nera.
Devi comprartela tu.

Con le Miniè ci tiri decentemente a 50 e 100 m.
dai 200 in su ci vuole l'ogivale e non so' se il Wut... ha la rigatura adatta alle ogivali.

Già a tirare a 300 m con un'avancarica (ed entrare nel nero) bisogna essere parecchio bravini... e con qualche anno di esperienza e tentativi

Se ti fondi le palle ricordati che le >>>DEVI<<< trafilare per rendere uniforme il diametro.


Ciao, Rombaball

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 Oggetto del messaggio: Re: Il mio primo fucile
MessaggioInviato: 07/04/2018, 22:31 
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Iscritto il: 07/04/2018, 3:19
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Grazie per i consigli, fortunatamente non ho fretta di mettermi a sparare, nel frattempo ho tante cose da studiare e sperimentare. Ho ordinato da Amazon e ricevuto l'altro ieri l'olio CRC per armi, poi mi sono fatto le pezzuole per pulire, poi ancora l'ho smontato e rimontato più volte, e quindi rilubrificato. Insomma, mi sembra di essere il sottotenente Drogo nel deserto dei Tartari. : Chessygrin :

Avete fatto bene a dirmi di ordinare la polvere presso la mia armeria con molto anticipo, hai visto mai che una volta al dunque non sappia con cosa sparare? Cmq penso anche di poter contare sugli amici dell'associazione romana del tiro avancarica, colui che mi ha venduto il fucile è il loro presidente. Il che significa grande disponibilità, ma anche stretta osservanza delle regole.

Per quanto riguarda la distanza di tiro, certamente all'inizio i 50m sono un passo obbligato (e forse definitivo), devo capire bene l'arma. Che il fucile spari bene mi è stato assicurato, sul fatto che spari bene io è meglio non discutere al momento.

Mi sapreste dire se il piombo che ho trovato presso una fonderia romana può andare bene per l'avancarica? si tratta di piombo al 98% + antimonio 2%. Loro lo vendono sottoforma di pallini da caccia.

L'unica cosa che non mi piace del mio fucilone è il tipo di verniciatura del legno, a suo tempo ho visto fucili da caccia con calci in noce trattati in modo molto più attraente. Sarà che nella vita faccio il liutaio e che sono abituato a ben altre vernici, ma anche la coloritura del legno in questo caso lascia piuttosto a desiderare, la fibra non ha profondità.

Mi è stato detto che all'epoca usassero trattare i legni dei fucili direttamente con olio di lino, ma vorrei saperne di più. Posso comunque confermare che almeno nella parte del manico del violino in cui scorre la mano, non di rado si preferisce l'olio di lino spesso e volentieri, perchè impermeabilizza il legno e gli conferisce profondità, oltre a resistere molto bene ai continui strofinamenti delle mani.

Ovviamente una volta trattato il legno con l'olio di lino è necessario lasciare ad asciugare almeno una settimana all'aria o 24 ore nell'armadietto ad ultravioletti. Il problema di ritrattare il legno già colorito e verniciato di un fucile è dato dal fatto che il colore penetra spesso in profondità, così che è impossibile riportarlo ad uno stato originale senza toglierne parecchio.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il mio primo fucile
MessaggioInviato: 08/04/2018, 0:20 
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Regione: Toscana
Allora con le finiture del legno hai già la mano!! Cerca sul sito il minipippone sulla finitura dei legni, ci sono tecniche idee e spunti interessanti. Se non devi fare rievocazioni storiche nessuno ti vieta di finire la calciatura come più ti piace.... Con l'obbligo (morale!!) di allietarci, se vuoi, con qualche foto : Chessygrin :


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 Oggetto del messaggio: Re: Il mio primo fucile
MessaggioInviato: 08/04/2018, 1:42 
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Grazie, ho letto e mi è sembrato tutto molto interessante, personalmente sono a favore del cosiddetto "metodo lungo", che poi alla fine così lungo non è se si adottano alcune precauzioni. Se posso permettermi di dare qualche indicazione direi che l'olio di lino crudo è certamente il migliore ed offre risultati più duraturi e anche più belli, per questo consiglierei quello crudo spremuto a freddo, che ha proprietà siccative migliori.

Ottimo il metodo della "pappetta" che risulta dalla carteggiatura con olio, praticamente è lo stesso che io uso per levigare le tastiere degli strumenti ad arco, ha il vantaggio di durare molto e anche nel caso di urti e graffi non lascia inestetiche tracce difficili da rimediare nel caso in cui si sia proceduto con gommalacca. O perlomeno nel momento in cui il legno trattato con olio viene graffiato o urtato non si hanno distacchi di pellicole, semplicemente perché l'olio continua ad essere sempre aderente alla fibra del legno, ed inoltre lo strato d'olio secco continuando ad essere termoplastico ha la proprietà di riplasmarsi scaldandolo (basta un panno di lana, analogo a quello usato per le superfici trattate a cera).

Se poi il danno, graffio o urto, dovesse essere particolarmente esteso o profondo, basta ricorrere ad una levigatura lieve che riscopra il legno, si tratta la zona colpita con acqua calda o impacchi caldi di acqua fino a che il legno rigonfi al meglio possibile, si lascia asciugare per bene e poi si riapplica l'olio, è molto semplice da fare e di solito il restauro non si nota.

Per i tempi di asciugatura è consigliabile trattare il legno con olio di lino crudo nelle stagioni calde, possibilmente esponendo il tutto all'aperto ai raggi diretti del sole, o anche in ombra scoperta (sotto una tettoia senza pareti), in modo che l'aria e gli ultravioletti naturali facciano il loro lavoro. Io uso una UVbox per i miei lavori in modo che possa usare vernici con base olio di lino anche in inverno. La cosa importante, quando si espone legno al sole estivo è che non vi siano incollature e che il legno sia ben stagionato, altrimenti si rischiano deformazioni e scollature (se sono presenti). Se si vuol stare tranquilli una tettoia all'aperto va benissimo, anche se i tempi di asciugatura si allungano un po'.

Ho usato qualche volta i prodotti per i pittori, ma in specie l'olio di lino non l'ho mai trovato soddisfacente, per questo uso i prodotti di una nota ditta tedesca che fornisce materiali sempre di ottima qualità a prezzi abbastanza buoni, nel caso dell'olio di lino crudo io uso questo:
http://www.kremer-pigmente.com/it/mediu ... no-svedese.

Ciò detto penso di lasciare il legno del mio fucilone così come lo ha trattato il sig. Pedersoli, perché la sola idea di stare a smontare tutto, tra le varie molle, spine e viti, trovandomi poi con una coloritura del legno difficile da togliere mi spaventa. Magari in futuro potrei chiedere al sig. Pedersoli di inviarmi una parte in legno non trattato di rimpiazzo sulla quale sbizzarrirmi e poi sostituirla a quella originale.

O magari mi ci potrei mettere io a farne una di sana pianta, colto da pazzia (cosa probabile, se i tempi del porto d'armi si allungano oltre il dovuto).


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 Oggetto del messaggio: Re: Il mio primo fucile
MessaggioInviato: 08/04/2018, 6:37 
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ma le foto di sto fucile........quando le metti ?

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 Oggetto del messaggio: Re: Il mio primo fucile
MessaggioInviato: 08/04/2018, 8:14 
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Oh bella un liutaio che mi chiede come trattare il legno...


Allegato:
I-liutai-chi-li-capisce.jpg
I-liutai-chi-li-capisce.jpg [ 54.91 KiB | Osservato 799 volte ]



Comunque,
si una volta ci davano dentro con olio di lino (se lo avevano)
altrimenti usavano altri oli come per esempio quello di noce.

Tutto dipendeva dalla disponibilità del momento, dalla reperibilità, dal prezzo, dall'uso, ecc.

L'olio di lino crudo io ne do' più mani,
fintanto che il legno beve io do' olio,
poi aspetto... ci vuole pazienza e tempo.

Adesso l'olio più usato per rifinire è il Tru oil,
è veloce da dare, un paio di mani ed è pronto.

Probabilmente, oltre ad oli vari, sono stati aggiunti dei solventi derivati dal petrolio perchè asciuga molto velocemente.

Il Tru oil lo vedo bene sul calcio di un'arma moderna,
ma su un'avancarica... lasciamolo perdere.

Per quanto riguarda il piombo,
io l'ho preso una decina di anni fà da un ferrivecchi,
erano converse dei tetti, lastre di piombo saldate a stagno.

Ho ritagliato la parte stagnata ed il piombo l'ho fuso in lingotti da circa 5 Kg.

La percentuale di Pb non la so naturalmente ma mi vanno bene e questo è importante

Io non mi farei tante menate sulla percentuale di altri metalli presente in quella lega,
in ogni caso l'importante è che ce ne sia proprio poco in percentuale .


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 Oggetto del messaggio: Re: Il mio primo fucile
MessaggioInviato: 08/04/2018, 12:26 
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Iscritto il: 07/04/2018, 3:19
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Certo che chiedo notizie su come trattare i legni, voi avete studiato la materia specifica delle armi sicuramente più di me, e a volte si scoprono anche cose interessanti. Insomma, è uno scambio di informazioni che oltre ad essere interessante, è anche utile.

Ad esempio il fornetto della Lee lo vedo perfetto anche per cuocere le vernici.

L'olio di noce anche va benissimo, ma è meno siccativo dell'olio di lino, forma una pellicola più sottile, direi che va benissimo per il campo per cui è nato: la pittura, oltretutto ingiallisce anche meno e altera meno i colori.

Il Tru oil non lo conosco, ma credo che sia una miscela di olii a cui è stata aggiunta qualche resina sintetica, giustamente tu osservi che sulle armi antiche la cosa non si adatta per niente perché alla fine sembra di aver lustrato un mobile di Ikea, invece di un'arma d'epoca. Il concetto fondamentale è quello di avere un lucido morbido sia alla vista, che al tocco, possibilmente senza uno spessore apparente.

Anche la finitura a cera va benissimo, il problema è che è troppo morbida e quindi dura poco, magari con un'aggiunta di cera carnauba la si rende un pochino più dura.

Qui di seguito il link a cui potete accedere per vedere alcune foto del fucilone, ho fotografato anche la volata, che mi sembra rifinita in modo piuttosto orrendo, mi chiedo se le armi originali fossero rifinite meglio.
https://1drv.ms/f/s!Av4Nz74SS_Ak_VvrvygjlgYu4CAi


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