Oggi è 18/01/2018, 12:09



Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 4 messaggi ] 
Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: A/C, la mia nave scuola
MessaggioInviato: 10/06/2017, 16:03 
Non connesso

Iscritto il: 28/04/2016, 19:05
Messaggi: 804
Regione: Alabama
Forse saro' un po' O.T., ma alla mia quasi veneranda eta' (eta' alla quale non si riceve ancora il rispetto dovuto ai vegliardi ma che gia' ci ha donato tutti i loro acciacchi) fa sempre piacere voltarsi indietro, molto indietro (perche' a guardare avanti il panorama e' brutto assai) e rivangare il passato che ormai giace sotto uno strato enorme di foglie secche accumulate in tanti, troppi inverni. Tie', Pindaro, tu a me mi fai una pippa!
Tornando a cio' che volevo dire (prima che me lo dimentichi come ormai mi dimentico quasi tutto), volevo spartire con voi i miei ricordi dei miei anni d'aria compressa. Credo di aver avuto il mio primo fucilino ad aria compressa quando avevo sei anni. Era ad anima liscia e sparava i "piumini" e quei vecchi pallini di piombo che e' tanto che non vedo piu'. Erano cilindrici e avevano una punta aguzza. I diabolo ancora dovevano apparire. Andavo con Papa' ad allodole, e quando ne veniva giu' una disalata correvo e facevo il Maramaldo con il fucilino. D'estate quando andavamo in campagna ero il terrore delle lucertole e dei ramarri (a quell'epoca ancora comuni... E, per i maligni, no, i dinosauri gia' si erano estinti, capito?). Imparai a sparare con quel fucilino. Fu la mia nave scuola. Purtroppo "dalle e dalle se scassano pur' 'e metalle." Non me ne presi cura, a volte sparavo "a vuoto," cioe' senza piombino, e alla fine fu da buttare. Papa' me ne compro' un altro, piu' lungo, piu' potente, ma sempre a canna liscia. Erano arrivati sulla scena i diabolo. Andavano piu' veloci perche' avevano una migliore tenuta d'aria in canna di quelli cilindrici. Mi ricordo che a trenta metri colpivano almeno trenta, trentacinque centimetri piu' in alto di quelli vecchi. E anche con la canna liscia del fucile erano molto precisi e non si rivoltavano in volo, grazie alla loro forma. Pur continuando la strage di lucertole e ramarri, aggiunsi un po' di bracconaggio "minore" alle mie attivita', e diversi atti di vandalismo. Incarnierai molti passeri, un paio di piccioni bianchi, cinque o sei lampioni, uno zampone e un cotechino appesi alla finestra dei vicini, e un paio di dozzine di "mellun' 'e Natale" appesi ai balconi che davano sul cortile di un vecchio palazzo gentilizio di Caivano trasformato in complesso condominiale. Inoltre feci qualche opera buona con tale fucile. In primis, eliminai diversi ratti. Abitavo a Roma, all'angolo di Via Muzio Scevola e Via Enea. A Via Enea, quasi per tutto il suo percorso da Via Appia a Via Tuscolana, ogni giorno meno la Domenica c'era un mercato all'aperto. Dopo l'una di pomeriggio le bancarelle venivano smontate e portate via e rimanevano solo i rifiuti: scarti di verdure e frutta, bucce, persino pesce ormai invendibile. D'estate, durante 'a cuntrora (le ore piu' calde, dall'una e mezza fino alle tre di pomeriggio) non c'era in giro nessuno, ne' a piedi ne' in macchina. Tutta l'immondizia diventava una tavola calda per i ratti che uscivano dalle fogne e venivano a far pranzo. Abitavo al terzo piano, e aspettavo che un ratto uscisse all'aperto e che cominciasse il suo pasto, e... ZAPP! A volte se la caccia andava bene, due o tre ratti rimanevano sull'asfalto, da dove poi, verso le quattro, i netturbini avrebbero raccolto e portato via immondizie e ratti morti. Poi sarebbe passata l'autobotte a lavare la strada. Queste cacce ai ratti credo si possano considerare una buona azione. Poi partecipai anche alla lotta contro i rumori, un'altra buona azione. Sempre d'estate, un cocomeraro decise di metter su una bancarella allo stesso angolo di cui sopra, dal lato di Via Muzio Scevola opposto al mio palazzo, e proprio sotto la finestra al primo piano dell'appartamento dove abitava Gabriella Ferri, che a quell'epoca non era ancora nessuna e aveva una certa reputazione di... ve lo lascio immaginare. Fu la prima donna che vidi mai con i capelli tagliati cortissimi (tre centimetri) che le fruttarono il soprannome di Jovanka (dall'omonimo film). Ma divago... Il cocomeraro ed i suoi soci/amici passavano la notte dietro la bancarella, chiamando i passanti ad alta voce per convincerli a "attastare" e comprare un cocomero o due, giocando a carte o a morra e gridando e ridendo. Inoltre avevano una delle prime radio a transistors che contribuiva al casino della Madonna che non faceva dormire ne' noi, ne' i vicini, ne' Gabriella Ferri che ce li aveva proprio sotto casa. A chiudere le finestre di notte in piena estate non ci si pensava per niente per non morire soffocati dal caldo... Cogitai un piano d'azione. Vicino alla bancarella avevano una vera e propria catasta di cocomeri maturi. Con gli avvolgibili tirati un po' su e la luce della mia stanza spenta, puntai, fra due listelli di legno dell'avvolgibile, alla catasta di cocomeri senza far spuntare la canna e lanciai un diabolo a punta piatta che, sbattendo contro un cocomero maturo fece un bel POP! e spacco' il cocomero in due. Poi ricaricai e ne spaccai un altro, e un altro, e un altro ancora. Il cocomeraro finalmente senti' il rumore dei cocomeri che si spaccavano e ando' a guardare la catasta. Vide i suoi cocomeri spaccati e li fisso' a lungo, grattandosi la pera e cercando di capire perche' diamine si fossero spaccati. Chiamo' i suoi compagni e insieme parlottarono, ognuno offrendo la sua ipotesi. Dopo un po' ritornarono ai loro giochi e altri cocomeri esposero la loro rossa polpa dopo essere stati impiombati. Finalmente quegli imbranati capirono che cosa fosse la causa della moria di cocomeri e cominciarono a sbraitare, guardando verso l'alto e cercando di capire da dove fossero provenuti i proiettili. Ma dall'alto dei palazzi duecento finestre tutte ugualmente aperte e con gli avvolgibili semichiusi li guardavano. Va' a capire dove fosse nascosto il cecchino! Comunque io smisi, e me ne andai a letto sghignazzando, e contento di aver imparato dai cocomerari almeno sette o otto parolacce e bestemmie che non conoscevo ancora. La notte successiva ci fu la seconda puntata di caccia al cocomero. Gli imbranati guardavano in alto per un po', dandomi un'altra bella lezione di turpiloquio, poi col torcicollo ritornavano a sedersi, a parlottare, a giocare. Aspettavo magari un'ora, fino a quando non fossero convinti che il cocomericida aveva smesso, e... POP! La terza notte la bancarella fu trasferita all'angolo di Via Enea e Via Eurialo, praticamente fuori portata di voce. E la mia famiglia, i vicini, e Gabriella Ferri riuscirono a dormire bene tutta la notte. Chissa', se la Ferri avesse continuato a passare notti in bianco anche quando non aveva compagnia, forse avrebbe avuto un eusarimento nervoso e non sarebbe riuscita a diventare famosa e a regalarci le sue magnifiche interpretazioni di Barcarolo Romano e di altre canzoni romane...
Un'ultima nota. Amarcord una sera passata a un ristorante di Lavinio, a un tavolo all'aperto sotto i pini, sulla strada statale principale. Durante la cena, cominciata al tramonto, mi accorsi che parecchi passeri venivano ad appollaiarsi sui pini che fiancheggiavano la statale. Dopo cena, e quando era ormai buio, chiesi a Papa' di aprire il baule della 1100 e di darmi il fucile a/c. Poi gli chiesi di far luce in alto, nella chioma dei pini, con una torcia elettrica. Appena il fascio di luce illuminava il petto grigio chiaro di un passero, io gli tiravo, e il povero uccelletto veniva giu' come un sasso, cadendo sul marciapiede e vicino ai tavoli del ristorante, dove oltre alla nostra comitiva stavano cenando altri avventori. A vedere un ragazzino di dieci o undici anni fare "ogni corpo 'na tacchia," si interessavano e alcuni presero torce elettriche dalle loro auto e cominciarono a farmi da "battitori," chiamandomi ogni volta che illuminavano un uccello e gridando "Bravo!" ogni volta che cadeva un passero. Ne portai a casa un bel mazzetto per la cena della sera successiva. Riconosco oggi che quello che ho fatto era una mascalzonata, un delitto, un atto ignobile. E pure Papa' e gli altri complici, ne sono sicuro, se fossero vivi oggi ne sarebbero pentiti quanto me. Ma erano altri tempi... Immagina che cosa succederebbe oggi se un ragazzino andasse a sparare passeri fra i tavoli di un ristorante. Se non fosse immediatamente linciato da animalisti, di sicuro scatenerebbe un fuggi-fuggi di persone terrorizzate e l'incursione di carabinieri, guardie forestali, teste di cuoio, reparti speciali antiterrorismo, autoblinde, e elicotteri.
Scusate l'O.T., ma dopo tutto sempre di aria compressa parlavo, no? E poi adesso ne posso parlare liberamente in pubblico perche' quei reati sono passati in prescrizione. E anche se non fossero passati in prescrizione, venitemi a trovare oltreoceano, nelle campagne dell'Alabama! : Chessygrin :


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: A/C, la mia nave scuola
MessaggioInviato: 10/06/2017, 17:40 
Non connesso

Iscritto il: 11/01/2015, 23:34
Messaggi: 1959
Regione: Toscana
Belle storie... D'un altro mondo, quando bastava il buonsenso e le armi non facevano paura. Ovvero, la gente si ricordava delle armi che mettevano paura e sapeva la differenza : Sad :


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: A/C, la mia nave scuola
MessaggioInviato: 10/06/2017, 18:58 
Non connesso
Avatar utente

Iscritto il: 10/08/2014, 22:11
Messaggi: 3644
Regione: calabria
bellissimo racconto di un tempo che fu

_________________
C'E' IL SOGNO E C'E' LA REALTA'
"i miseri non amano la verità e la conoscenza che li svegli"
-----------------------------------------------------------------
“È difficile parlare con chi confonde Austria con Australia.
Ma non possiamo farci niente; questo è il livello culturale del politico americano medio.
Per quanto riguarda il popolo, l’America è veramente una grande nazione se i suoi cittadini riescono a sopportare una tale ignoranza.”
Vladimir Putin
(e noi Italiani copiamo in tutto gli americani)


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: A/C, la mia nave scuola
MessaggioInviato: 11/06/2017, 23:57 
Non connesso

Iscritto il: 02/02/2016, 1:47
Messaggi: 1874
Regione: Romagna
più o meno quanto facevano i bimbi in quegli anni ( o per lo meno quello che avrebbero voluto fare, ma ci sarebbe voluto il padre di Giovanni)
L'approccio alle armi che vi era in quei tempi al giorno d'oggi sarebbe impensabile,
negli anni cinquanta abitavo in una frazione nei pressi di Faenza e ricordo che alla domenica gli uomini, al ritorno forse da messa o dalla casa del popolo, (dipendeva dai gusti) in attesa che le donne preparassero il pranzo si radunavano nel retro del caseggiato, appoggiavano a terra i pacchetti vuoti delle sigarette, poi, praticamente TUTTI, tiravano fuori una qualche pistola e si mettevano a sparacchiare.

grande Gabriella Ferri e grande voce,
ora che ho imparato che era anche di "gamba allegra", nel ricordo mi è ancora più simpatica


Top
 Profilo  
 
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 4 messaggi ] 

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi inviare allegati

Cerca per:
Vai a:  
Nonostante tutto, orgoglioso di essere italiano
Theme designed by stylerbb.net © 2008 modified by Ike
Powered by phpBB © 2000, 2002, 2005, 2007 phpBB Group
Traduzione Italiana phpBB.it
Tutti gli orari sono UTC + 1 ora [ ora legale ]