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 Oggetto del messaggio: Erich Priebke
MessaggioInviato: 14/10/2013, 19:06 
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Per non dimenticare, in occasione della morte, perchè non facciamo una disamina degli atti terribili, dei processi farsa e di quello che attiene a questo oscuro e disumano personaggio?

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Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui.
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"Scrivo i pipponi perché so le cose" cit. Lungo Fucile detto "il modesto", 26.03.2015.


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 Oggetto del messaggio: Re: Erich Priebke
MessaggioInviato: 15/10/2013, 12:41 
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si tratta di un ennesimo atto efferato che si commette in guerra.
Sicuramente Lui e Hasse avrebbero potuto evitarlo,ma l'indole bestiale che alberga in noi,prevale in queste persone,che piu' lucidamente che quel che immaginiamo,hanno deciso di eseguirlo.
Io condanno l'atto in quanto bestiale e disumano,mi trovo a farmi domande del tipo...perche' si e' arrivati a tanto?
Posto che la guerra e' un momento di estrema violenza,ci sembra piu' umana se evitiamo questi atti?

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 Oggetto del messaggio: Re: Erich Priebke
MessaggioInviato: 15/10/2013, 15:51 
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Penso che prima di disquisire, i fatti andrebbero enunciati.

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 Oggetto del messaggio: Re: Erich Priebke
MessaggioInviato: 15/10/2013, 20:03 
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hai ragione..per ora faccio ammenda di aver preso fischi per lanterne..
Era sotto il comando di Kappler e Non si scrive Hasse il nome del criminale con il quale e' stato giudicato ma Hess.

un attimo di pazienza e questa sera vi faccio il riassunto.

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 Oggetto del messaggio: Re: Erich Priebke
MessaggioInviato: 15/10/2013, 22:54 
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ok...i fatti.
siamo nel marzo del '44.
Roma e' occupata dai nazisti e Kappler ne e' al comando. Durante l'inverno le azioni dei Tedeschi portano ad una violenta repressione del movimento partigiano con rastrellamenti,arresti deportazioni e violenze di ogni genere.
Ora, i quadri comunisti decidono di reagire con le armi compiendo un attentato che abbia una forte valenza simbolica.
Il 23 Marzo compiono un attentato alle SS in via Rasella,in cui muoiono subito 32 soldati in pieno assetto di guerra e altri 10 ne moriranno in seguito.Perdono la vita anche due civili Italiani.
Il generale Kurt Malzer,consultandosi con Hitler decide una rappresaglia immediata di 10 Italiani per tedesco ucciso.
Invece di chiedere ai responsabili di consegnarsi,Kappler organizza dietro ordine dei superiori il prelievo dalle carceri degli Ebrei,partigiani veri o presunti e imprigionati a vario titolo,e con Priebke,porta tutti 335 alle cave Ardeatine dove esegue il massacro con un colpo alla nuca ai prigionieri.
Tutto viene coperto frettolosamente e pure la notizia dell'esecuzione della rappresaglia passo' in sordina.
Kappler fece poi esplodere delle mine per nascondere l'accaduto.
Fu sicuramente un gesto di ferocia che non volle essere perpetrato dai sopravvissuti all'attentato di via Rasella,che rifiutarono di vendicare i commilitoni morti.
Nel dopoguerra Kappler viene processato e condannato,mentre Priebke con la complicita' dell' organizzazione ODESSA riesce a fuggire in Argentina.

tratto da Wikipedia:

Una mattina del 12 maggio 1994, Priebke viene rintracciato a San Carlos de Bariloche, in Argentina, dalla troupe dll'ABC guidata dal giornalista Sam Donaldson: "E' lei Erich Priebke?", chiede il giornalista "Si", risponde tranquillamente lui.Dopo un'iniziale esitazione, incalzato dalle domande del giornalista, Priebke inizia a raccontare la sua versione ed il suo ruolo nel massacro, giustificando le sue azioni come mero esecutore degli ordini del capo della Gestapo di stanza in Italia, Herbert Kappler. Durante l'intervista, inoltre, Priebke ammette di essere l'autore delle liste di coloro che furono poi giustiziati e che, a suo parere, le vittime erano tutti terroristi.
Estradato in Italia viene processato e condannato.

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 Oggetto del messaggio: Re: Erich Priebke
MessaggioInviato: 26/10/2013, 22:20 
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Cita:
Paul Tibbets è il pilota che sganciò l' atomica su Hiroschima. Nel 1985 un giornalista del The Columbus Dispatch, Mike Harden, lo intervistò e, alla luce delle spaventose conseguenze di quella bomba, gli chiese:"Lo rifarebbe oggi?"
"Certo", rispose,"sono stato educato alla disciplina. Ai miei tempi se uno riceveva un ordine da chi ne aveva l'autorità, obbediva."
Non capisco perchè quello che, a quel tempo, valeva per Tibbets non dovesse valere anche per Erich Priebke. Perchè gli americani la guerra l'hanno vinta e i tedeschi persa?
Nel 1947 fu processato Kappler, le ferite della Secondo conflitto mondiale erano molto più sanguinanti di quanto possano essere oggi, ma proprio perchè si era ancora vicinissimi alla guerra, se ne conoscevano le leggi. E infatti Kappler, il diretto superiore di Priebke, non fu condannato per la rappresaglia in sé, che era ammessa e legittimata dalla convenzione di Ginevra, ma perchè in un macabro eccesso di zelo fece fucilare cinque persone in più di quanto previsto. Quando gli Alleati occuparono la Germania, i francesi emisero bandi di rappresaglia nella proporzione di 20 a uno, i russi di 50 a uno e gli americani, sempre grandiosi, di 200 a uno. Ma poiché la Germania era rasa al suolo e non ci fu nessuna resistenza partigiana mancò l'occasione di applicarli. Tibbets in un'altra occasione, intervistato da un giovane giornalista televisivo disse:"Posso raccontarle quello che ho fatto, ma dubito che noi due riusciremo a comunicare. Lei è troppo giovane.Lei non può capire."
Non si può capire in tempo di pace ciò che è avvenuto in tempo di guerra. Perchè sono due dimensioni incommensurabili, in cui vigono regole completamente diverse. Ciò che è lecito in guerra, uccidere, è assolutamente proibito in pace. Per questo, in tutti i tempi e presso tutte le culture, il passaggio dalla pace alla guerra è sempre stato segnato da rigorosi riti di demarcazione. In epoca moderna dalla dichiarazione di guerra. Negli ultimi decenni queste sane abitudini si sono perse. Oggi la guerra si fa, con cattiva coscienza e perciò non la si dichiara. Si preferisce chiamarla "missione di pace", "operazione di peacekeeping", "intervento umanitario". Con ciò ingenerando non solo una grande confusione, ma spazzando via quel poco di ius belli che aveva sempre regolato le guerre (per esempio nel trattamento dei prigionieri di cui, non essendoci più una guerra dichiarata, si può farne carne di porco, vedi Guantanamo).
Quando parliamo di crimini commessi durante l'ultima guerra mondiale (che naturalmente ci furono come dimostra la sacrosanta condanna di Kappler o la strage di Cefalonia dove i tedeschi uccisero i soldati italiani loro prigionieri) dobbiamo fare lo sforzo di riferirci al contesto in cui avvennero. Se priebke si fosse rifiutato di obbedire a Kappler sarebbe stato un eroe. Ma non era Salvo D'Acquisto, non era un eroe. Era un uomo dallo spessore intellettuale e morale di un domestico che vestiva un uniforme da soldato. E vorrei proprio vedere fra coloro, giornalisti, opinionisti, conduttori televisivi, che oggi fanno tanto i muscolari e le "anime belle" chi, nel 1944, avrebbe osato resistere a un ordine che veniva direttamente da Adolf Hitler.


Lo scritto naturalmente non è mio, troppo bello, ma è di Massimo Fini, giornalista.
Esprime però bene quello che è il mio pensiero.
Aggiungo solo che se anche Priebke è considerato un oggi un "tristo figuro" non di meno ha comunque diritto ad un sepoltura, se non altro per dimostrare che gli uomini di pace possono e devono essere migliori di quelli di guerra.

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"Chi è il padrone di questo cesso?" William Munny - Gli spietati

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 Oggetto del messaggio: Re: Erich Priebke
MessaggioInviato: 28/10/2013, 11:28 
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Bell'articolo, Lungo, grazie!
Io aggiungo che i meschini che sono andati a fare casino al "funerale" avrebbero dovuto manifestarsi e manifestare mentre era vivo.
Mi viene in mente

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Lo psicologo pensò: se Wheeler era troppo stupido per essere un rapinatore, forse era anche troppo stupido per sapere di essere troppo stupido per essere un rapinatore. “La sua stupidità gli nascondeva la sua stessa stupidità” pensò lo psicologo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Erich Priebke
MessaggioInviato: 28/10/2013, 12:10 
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Aggiungo due link:
http://www.linkiesta.it/priebke-intervista-testamento
http://www.minimaetmoralia.it/wp/come-r ... ionismo-2/

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Lo psicologo pensò: se Wheeler era troppo stupido per essere un rapinatore, forse era anche troppo stupido per sapere di essere troppo stupido per essere un rapinatore. “La sua stupidità gli nascondeva la sua stessa stupidità” pensò lo psicologo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Erich Priebke
MessaggioInviato: 01/12/2015, 23:51 
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ennò, non si può paragonare uccidere a uno a uno dei prigionieri, per nome e cognome, e obbedire a un ordine di sganciare bombe da strage.
nel loro orrore, le due azioni sono diverse.
la responsabilità interiore dello sgozzatore seriale e di chi schiaccia un bottone è molto diversa, pur nell'oscenità di entrambe le azioni.

tempo fa scricqui questo articolo su una strage tedesca in un villaggio ebreo in polonia.
http://jacopogiliberto.blog.ilsole24ore ... ellosceno/

la strage che descrivo fu compiuta non da ragazzini esaltati, ma da adulti padri di famiglia, molti dei quali non inebrati dal cupio dissolvi del nazismo.

la strage ha la particolarità di essere stata indagata anni dopo da giudici tedeschi sugli esecutori, omai anziani, registrando i loro perché.
seppellire, nascondere, nasconde i meccanismi così vicini al nostro animo.
alla violenza terrificante che è nascosta in noi, pronta a riemergere.
soffocare la storia è soffocare noi stessi.

emerge sì l'ubbidire *agli ordini*, giustificazione debole, ma soprattutto l'effetto branco.
cioè l'umanissima vigliaccheria di non voler sembrare vigluacchi agli occhi dei compagni (anzi, dei camerati). e quindi, si macella.

ed emerge che alcuni tedeschi si rifiutarono.
sì: in alcuni l'orrore dell'azione macellaia ifece emergere l'essere uomini.
il coraggio difficile di sembrare vigliacchi.
perché forse serviva più coraggio a dire no che ad accodarsi nella strage.
e questi no, questi furono uomini - nel loro piccolo - di dimensioni da giganti.

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i dettagli in cronaca


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 Oggetto del messaggio: Re: Erich Priebke
MessaggioInviato: 02/12/2015, 0:01 
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(segnalo che l'attentato di via rasella di cui le fosse ardeatine furono la rappresaglia colpì non soldati tedeschi normali, ma il terribile battaglione bozen).
(il bozen erano altoatesini, e quindi italiani, ma di etnia tedesca ai quali fu offerta la scelta se entrare nel regio esercito o nella wehrmacht. e quelli che svelsero il bozen scatenarono la loro rivalsa antitaliana)
(loro, i bozen, pochi mesi prima avevano sterminato a cefalonia i migliaia di soldati italiani della divisione acqui che con l'8 settembre avevano rispettato il giuramento al re).
(quelli erano i tedeschi colpiti dalla bomba di via rasella).
(che storie strazianti)

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