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 Oggetto del messaggio: la legge (non ancora promulgata) sulla legittima difesa
MessaggioInviato: 23/04/2019, 19:28 
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Entro pochi giorni (cioè entro un mese dal 28-03-2019, data della sua approvazione) il Presidente della Repubblica dovrà promulgare la nuova legge contenente la (seconda) riforma della legittima difesa.
In alternativa il Capo dello Stato potrebbe, con decreto motivato, richiedere alle Camere una nuova approvazione (e - a ben guardare - i motivi ci sarebbero).
Siccome mi piace comprendere le cose mettendoci le mani dentro, Vi sottopongo le mie riflessioni (da avvocato e da cittadino).

Va premesso che, secondo quanto sembra pacifico, il nostro ordinamento:
- demanda alle sole forze di polizia il ricorso alle armi (autorizzandolo espressamente quando vi è necessità di respingere una violenza o di vincere una resistenza all'Autorità, ma anche solo per "impedire la consumazione dei delitti di strage, di naufragio, sommersione, disastro aviatorio, disastro ferroviario, omicidio volontario, rapina a mano armata e sequestro di persona", come recita l'art. 53 cod. pen. modificato con legge 152/1975), e
- autorizza solo eccezionalmente il privato cittadino, per reati piuttosto gravi, ad esercitare la facoltà di arrestare chi si trovi in flagranza di reato.

Ciò significa - in sostanza - che il fatto di essere vittime di un reato non ci autorizza automaticamente a violare il codice penale.

L'originario art. 52 del cod.pen., introdotto in epoca fascista dal R.D. 1398/1930, prevedeva però:
«(Difesa legittima) Non e' punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessita' di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un'offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa».

Eccezionalmente veniva prevista la non punibilità di un reato commesso:
- essendovi "costretto dalla necessità" di difendere sé stesso od altri dal pericolo "attuale" di una offesa "ingiusta";
- limitandosi ad atti difensivi "proporzionati" rispetto all'offesa incombente.

Si comprende che:
- occorre che vi sia un pericolo attuale (cioè, per esempio, che il pericolo non sia già cessato, per esempio, perchè la rapina sia già terminata e l'aggressore stia fuggendo con la refurtiva, o perché l'aggressore si stia allontanando a causa delle nostre grida di allarme, o delle sirene della polizia in arrivo);
- occorre una vera e propria necessità, che costringe il soggetto a difendere sé stesso od altri (ciò che comporta che il pericolo, ancorché esistente e attuale, non sia altrimenti evitabile, per esempio, arretrando o rifiutando lo scontro);
- occorre, ancora, che vi sia proporzione tra il male minacciato dall'aggressore, ed il male che viene a lui inflitto per difendersi.

A ben guardare, la norma era piuttosto chiara, e completa: stabilendo nella attualità del pericolo, nella inevitabilità della reazione difensiva, e nella proporzionalità tra azione e reazione, il confine tra una difesa legittima e un reato qualunque (ancorchè attenuato - per esempio - dal fatto doloso della persona offesa).

Il disegno di legge approvato il 28-03-2019 - integrando la precedente riforma del 2006, che aveva introdotto una presunzione di proporzionalità tra minaccia e reazione nel caso di violazione di domicilio, lasciando intatti requisiti della attualità del pericolo e della necessità della difesa - ha preteso di più:
- introducendo (con l'avverbio "sempre") una c.d. presunzione di legittima difesa (a prescindere perfino dalla attualità del pericolo e dalla effettiva necessità della difesa) per gli atti posti in essere per respingere una intrusione nel domicilio eseguita "con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica": ma senza rendersi conto che la violenza sulle cose, ad esempio, è quella che si esercita forzando una serratura, e che la minaccia dell'uso di armi è configurabile anche quando un tizio finga, mimandolo con una mano in tasca, di possedere una pistola;
- stabilendo la non punibilità (nemmeno a titolo di eccesso colposo di legittima difesa) di chi - in caso di minaccia all'incolumità personale ed in presenza di una violazione di domicilio - abbia agito in circostanze di tempo, di luogo o di persona tali da ostacolare la pubblica o privata difesa, oppure trovandosi in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto.

Si tratta - a mio sommesso avviso - di norme pensate più per fini propagandistici, che per soccorrere il cittadino che si sia trovato, suo malgrado, a dover subire un processo per essersi difeso.
Perché - ovviamente - se sparo al ladro e lo ferisco o lo ammazzo, subirò comunque una denuncia per lesioni personali o per omicidio, verrò indagato e sicuramente rinviato a giudizio; dovrò prendermi un avvocato, sostenendo i relativi costi, e darmi da fare per fare accertare nel processo quelle circostanze che distinguono un normale fatto di sangue da un episodio di legittima difesa, o da un eccesso non punibile di legittima difesa.
Vero è che, con la riforma, qualora alla fine di un lungo calvario dovessi essere prosciolto o assolto lo Stato dovrà farsi carico di parte delle spese legali (non contentandosi il mio avvocato di quanto avrò rimborsato); e che in caso di eccesso colposo di legittima difesa non punibile (ma sempre illegittimo) la indennità a favore del danneggiato sarà commisurata alla gravità, alle modalità realizzative, ed al contributo causale della condotta del danneggiato.

Alcune norme della riforma, però, hanno evidenti fini propagandistici: come quella che esclude il diritto al risarcimento dei danni nei casi di legittima difesa (quando già era del tutto pacifico che, in caso di difesa legittima, non poteva esservi danno ingiusto, e quindi risarcibile), e come quella che attribuisce priorità assoluta ai processi in cui si deduce la difesa legittima (quando in realtà la priorità assoluta non si riesce a dare, nella pratica, nemmeno ai processi per direttissima).

Le mie conclusioni:
1) prima di tenere un'arma a portata di mano, pensando di usarla a scopo difensivo, dovremmo seguire un corso di tiro operativo, per ridurre al minimo possibile le probabilità di comportarci in maniera sconnessa ed impropria nel momento in cui - magari svegliati di soprassalto dalla moglie impaurita, e nelle peggiori condizioni di stress emotivo - fossimo costretti ad usarla;
2) non esistono "regole" che permettano, in base alle distanze, alle cartucce usate, ecc. ecc., di essere sicuri di non finire nei guai: l'unico criterio da seguire (se, al momento cruciale, saremo lucidi) è quello di difendersi solo se veramente costretti.


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 Oggetto del messaggio: Re: la legge (non ancora promulgata) sulla legittima difesa
MessaggioInviato: 23/04/2019, 21:43 
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aggiungerei sommessamente anche questo consiglio
In caso di un grave fatto di difesa abitativa, chiamare subito le autorità ma chiamare appena dopo l’avvocato penalista ed evitare di rilasciare dichiarazioni se prima non ci si è consultati con lui,
in stato di stress e agitazione si potrebbero fare discorsi non lucidi che comunque verrebbero registrati

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 Oggetto del messaggio: Re: la legge (non ancora promulgata) sulla legittima difesa
MessaggioInviato: 24/04/2019, 19:44 
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Concordo appieno. Poi vi giro il consiglio del mio istruttore : non dire mai "l'ho ammazzato perché mi aggrediva" , ma "ho sparato" perché mi aggrediva". L'uccisione non era prevista per niente, la reazione era necessaria.


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 Oggetto del messaggio: Re: la legge (non ancora promulgata) sulla legittima difesa
MessaggioInviato: 26/04/2019, 16:59 
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ciccibum ha scritto:
Concordo appieno. Poi vi giro il consiglio del mio istruttore : non dire mai "l'ho ammazzato perché mi aggrediva" , ma "ho sparato" perché mi aggrediva". L'uccisione non era prevista per niente, la reazione era necessaria.


Ma se uno sta zitto e non gli succede nulla non è meglio?

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 Oggetto del messaggio: Re: la legge (non ancora promulgata) sulla legittima difesa
MessaggioInviato: 29/04/2019, 10:22 
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Eppoi non si dice mai che si uccide qualcuno. Persino nelle norme del servizio di sentinella (dove è palese che all'intruso gli spari) si dice:
Giunto l'individuo o gli individui al limite di sicurezza, la sentinella spara un colpo di avvertimento in aria e quindi, ove detto limite sia oltrepassato, fa fuoco al fine di assicurare la osservanza della consegna.

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 Oggetto del messaggio: Re: la legge (non ancora promulgata) sulla legittima difesa
MessaggioInviato: 29/04/2019, 12:02 
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Regione: Romagna
nella Polveriera dove prestai servizio nel 1972 vi erano due barriere separate da 30 metri di spazio pulito, sulla prima vi era un cartello con lo scritto: zona militare divieto di accesso, sulla seconda invece era scritto: oltre questa barriera si spara a vista,.....molto dissuasivo....

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 Oggetto del messaggio: Re: la legge (non ancora promulgata) sulla legittima difesa
MessaggioInviato: 29/04/2019, 19:55 
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Regione: sicilia
A proposito del fattaccio di Monterotondo:
il giovane protagonista, rendendosi conto che in una stanza c'erano i ladri, ha cercato di entrare mentre uno dei ladri spingeva la porta per impedirglielo (dimostrando di non avere nessuna intenzione di proseguire nell'esplorazione dell'appartamento, rivelatosi occupato, ma al più di scappare in fretta e furia);
probabilmente, il comportamento più opportuno non era sforzarsi di entrare nella stanza per sparare (con la prospettiva, peraltro, si essere sopraffatto dai tre ladri qualora fossero stati armati e/o determinati), ma mettersi a gridare per mettere in fuga gli intrusi, dicendo che la polizia stava arrivando.
Comunque sia, legge o non legge, Salvini o non Salvini: la pistola gli è stata sequestrata, sicuramente non gli rinnoveranno il porto d'armi "sportivo", e se gli va bene dichiareranno che c'è un eccesso colposo, anche se non punibile (che lo esporrà al pagamento di una indennità al ladro, seppure determinata in considerazione del suo comportamento illecito).
Non amo i ladri, nè sono certo di agire lucidamente in una situazione simile: e però non credo che vorrei sparare a qualcuno che non mi faccia temere per la mia incolumità o quella dei miei familiari, visto che esiste una (nutrita) categoria di ladri che non hanno nessuna intenzione di complicarsi la vita trasformando un furto in rapina.


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 Oggetto del messaggio: Re: la legge (non ancora promulgata) sulla legittima difesa
MessaggioInviato: 30/04/2019, 6:20 
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ciccibum ha scritto:
A cut.....cut....
Comunque sia, legge o non legge, Salvini o non Salvini: la pistola gli è stata sequestrata, sicuramente non gli rinnoveranno il porto d'armi "sportivo", e se gli va bene dichiareranno che c'è un eccesso colposo, anche se non punibile (che lo esporrà al pagamento di una indennità al ladro, seppure determinata in considerazione del suo comportamento illecito).
cut....cut....


con quanto sopra siamo nel "Tendenzioso"

l'iniziale sequestro dell'arma fa parte della normale procedura di legge (la pistola e una prova che si potrebbe tentare di alterare)
per aver certezze si dovrebbe sapere se sul proprietario-parte lesa sono stati aperti fascicoli e/o indagato dalla magistratura

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Per quanto riguarda il popolo, l’America è veramente una grande nazione se i suoi cittadini riescono a sopportare una tale ignoranza.”
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(e noi Italiani copiamo in tutto gli americani)


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MessaggioInviato: 02/05/2019, 17:44 
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per Mimmo002: il ragazzo risulta indagato per eccesso colposo di legittima difesa, quindi c'è un fascicolo (e non poteva non esserci).
Qualche giornale ha specificato che la nuova legge (quella spinta da Salvini) non è applicabile a questo caso perché non era ancora entrata in vigore; è una sciocchezza, nel senso che effettivamente, la legge entra in vigore dopo la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale, ma siccome è una norma sostanziale (e non procedurale) che favorisce l'imputato, lo sparatore ben potrà invocarne l'applicazione anche per i fatti ad essa anteriori.
Io scommetto (perché qualcosina ho studiato) che la Corte Costituzionale sarà costretta a dichiarare l'illegittimità di buona parte della nuova legge: la quale, contrariamente ai principi fermi di cui ho parlato all'inizio del thread, vorrebbe addirittura superare il requisito della necessità della difesa.
E non si tratterebbe di una scelta "politica", ma di una corretta applicazione della costituzione.
====
Come ho detto più volte, i problemi saranno per quelli che - confusi dalla propaganda politica - riterranno che sia divenuto legittimo sparare ai ladri senza troppe preoccupazioni, e che invece si vedranno condannati - quanto meno - per eccesso colposo di legittima difesa (se non per lesioni o omicidio volontari).

Aggiungo il link a proposito dell'apertura del procedimento: https://www.romatoday.it/cronaca/spari-ladri-monterotondo-indagato.html

Sottolineo, infine, che il Presidente Mattarella ha scritto (dopo l'inizio del thread) una cosa che avevo detto io (che non sono nessuno):
Va premesso che, secondo quanto sembra pacifico, il nostro ordinamento:
- demanda alle sole forze di polizia il ricorso alle armi (autorizzandolo espressamente quando vi è necessità di respingere una violenza o di vincere una resistenza all'Autorità, ma anche solo per "impedire la consumazione dei delitti di strage, di naufragio, sommersione, disastro aviatorio, disastro ferroviario, omicidio volontario, rapina a mano armata e sequestro di persona", come recita l'art. 53 cod. pen. modificato con legge 152/1975), e
- autorizza solo eccezionalmente il privato cittadino, per reati piuttosto gravi, ad esercitare la facoltà di arrestare chi si trovi in flagranza di reato.


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 Oggetto del messaggio: Re: la legge (non ancora promulgata) sulla legittima difesa
MessaggioInviato: 02/05/2019, 19:57 
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Regione: Puglia
Secondo me, sembra tutta una gran presa per il culo, anche la nuova modifica della legge.
Se un cittadino non si può difendere legittimamente dentro le mura di casa sua, la legge elude artificiosamente larticolo 14 della costituzione che recita chiaramente "il domicilio è inviolabile"

se si da la possibilità a ladri e assassini di poter entrare in casa di qualsiasi e farla franca, bè credo che stiamo messi male davvero.
qui non si tratta più di eccesso di difesa "leggittima"( perché non esiste un eccesso di difesa di fronte a chi entra con forza e prepotenza in casa altrui) ma eccesso di annichilimento ai danni del cittadino.


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